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| Il Po è malato ma non troppo Più problemi nei sedimenti che nelle acque |
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A Cremona prima conferenza stampa per la presentazione dei dati sulla salute del Po, risultato del monitoraggio eseguito durante la primavere e l'estate 2007 dalla Golder Associates e da Nautilus, due società leader nelle scienze ambientali e coordinate dal Comitato Scientifico del progetto Alla Ricerca del Grande Fiume. Silvio Greco (in collegamento telefonico), Coordinatore scientifico ICRAM e portavoce del comitato, ha aperto la conferenza ricordando come l'immagine complessiva del Po è abbastanza preoccupante soprattutto per quanto riguarda la distruzione del suo patrimonio ambientale. Un problema che: “Non si riuscirà mai a risolvere se non si pensa ad una gestione integrale del fiume”.
Una richiesta che ha trovato accoglienza molto favorevole di Giuseppe Torchio e Luigi Baldoni, Presidente della Provincia e Vicesindaco di Cremona. Entrambi hanno infatti lanciato un appello per la creazione di un'unica autorità politica che coordini gli interventi sul Po.
Ha concluso la conferenza Roberto Mezzalama, responsabile della Golder Associates, presentando i dati relativi all'indagine ambientale sul Po e i suoi affluenti. I risultati ottenuti sono il frutto della sintesi di dati pregressi, raccolti da Agenzie per l'Ambiente e Regioni e di dati rilevati sul campo dalla Golder Associates e da Nautilus in 12 stazioni sull'asta del Po e 14 stazioni nelle sezioni di chiusura degli affluenti. La novità nella tipologia di indagine eseguita dalle due società è quella di avere studiato oltre che la qualità della acque e l'IBE (Indice Biotico Esteso, con cui si monitorizza la qualità biologica del fiume in termini di ricchezza di invertebrati e microflora) anche i sedimenti e l'IFF (Indice di Funzionalità Fluviale, un parametro che individua la qualità della morfologia del fiume). Come ha spiegato il Dott. Mezzalama, la novità di questo approccio consente di capire la salute complessiva del Po e dei suoi affluenti. “Con l'analisi chimica della acque - ha affermato - si ottiene un'istantanea dello stato del fiume, mentre i sedimenti, memoria storica del Po, permettono di rilevare alcuni inquinanti che da anni si depositano sul fondo”. In sintesi lo Stato Ecologico delle stazioni monitorate è sufficiente, ma in Lombardia il numero di stazioni in stato pessimo o scadente (145) supera di gran lunga quello delle stazioni in buono stato (49). In particolare l'analisi chimica delle acque ha dato risultati, su scala nazionale e relativamente al periodo di riferimento del monitoraggio, buoni. Le notizie peggiori per la Lombardia arrivano però sul fronte dei sedimenti, in cui si depositano metalli pesanti (mercurio, cadmio, zinco, arsenico, rame ecc..) e idrocarburi. Sia il Lambro che l'Adda superano notevolmente le soglia di criticità, aggiudicandosi un primato tutt'altro che confortante.
Il Dottor Mezzalama ha voluto però concludere l'intervento ricordando alcune iniziative che danno un segnale positivo di cambiamento, come:
-La legge della Regione Lombardia per la costituzione dei contratti di fiume, strumento di integrazione delle politiche di gestione dei bacini idrografici
-Il progetto di gestione naturalistica di demanio fluviale del Parco dell'Oglio Sud
-Il piano di conservazione delle risorse idriche del consorzio della Bonifica Parmigiana Moglia – Secchia.
-Il contratto di fiume del bacino del Sangone promosso dalla Provincia di Torino
Una seconda conferenza sulla salute del Po, martedì 16 Ottobre a Ferrara.
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